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PREISTORIA
Ancora prima della colonizzazione greca, la Sicilia sud-orientale era abitata, sia sulle piane costiere ed anche sulle impervie montagne , da diverse popolazioni, come testimoniano gli imponenti resti archeologici tuttora visibili e la vasta necropoli di grotte artificiali di PANTALICA. I primi insediamenti umani potrebbero risalire a 70.000 anni fa, con alcuni insediamenti dell’Homo Sapiens e, forse, prima, dell’Homo di Neanderthal.
Tracce di vita umana, a partire dall’era paleolitica superiore, circa a 18.000 anni prima di Cristo, sono state rinvenute a Siracusa e negli immediati dintorni. I primi abitatori dell’isola sembrano essere stati i Sicani, di origine ligure-iberica. Gli studiosi sono d’accordo nel distinguere due fasi della civiltà siciliana: la prima caratterizzata dall’uso di oggetti di selce, ossidiana, ceramica dipinta e, raramente, di oggetti di rame; la seconda fase corrisponde, fondamentalmente, con un intensificarsi dei rapporti e delle comunicazioni tra le popolazioni locali e le genti del Mediterraneo Orientale; è testimoniata dalla presenza di oggetti in bronzo e da vasellame, a imitazione di quello greco-cretese e miceneo.
Il sito, che da circa 27 secoli, senza soluzione di continuità,è sede della città come tale, rappresenta il punto centrale di un tratto della costa orientale siciliana significativamente interessato dal fenomeno dell’antropizzazione fin dal IV millennio a.C. Prova ne sono i villaggi trincerati di età neolitica di Stentinello, di Matrensa e di Ognina, sia a nord che a sud di Siracusa, come gli insediamenti dell’età del bronzo documentati nell’entroterra siracusano e, più ancora, i siti del Plemmirio, di Matrensa, Cozzo Pantano, di Thapsos, sedi di insediamenti della media e tarda età del bronzo, nella quale si verificarono intensi e produttivi rapporti commerciali con il mondo miceneo al momento della sua massima espansione nel Mediterraneo occidentale.
Anche Siracusa, nel cuore del suo più antico quartiere, Ortigia, ha rivelato la presenza di frequentazione nell’ età del bronzo antico e di sedi abitative resti di capanne circolari del XIV sec. a.C. riferibili alla cultura di Thapsos. Ma se in Ortigia le poche tombe di quest’epoca, violate e riadoperate in ogni tempo, non hanno conservato gli originari corredi, un recentissimo ritrovamento ha restituito a Siracusa la sua prima tomba con materiali micenei e ciprioti del XIV sec. a.C. Questa è stata rinvenuta nella Neapolis, presso l’ara di Ierone II, non lontano dal punto (Viale P. Orsi) in cui solo qualche anno fa è stato rinvenuto il corredo di una tomba del X-IX sec. a.C.
Sono questi materiali le punte di diamante di quella documentazione che ci fa seguire le tappe fondamentali della presenza dell’uomo nel suolo aretuseo in età preistorica. Ma la ricerca archeologica, in questi ultimi decenni, ha potuto dimostrare che, se in generale questa costa orientale siciliana era ben nota ai Greci prima della fondazione delle colonie, più in particolare, in Ortigia, esistono degli strati archeologici chiaramente riferibili alla vita degli indigeni e che, ad essi, se ne sovrappongono altri che dimostrano i contatti fra indigeni e greci.
La “cacciata” degli indigeni da Siracusa, da parte dei Greci, della quale parla Tucidide, non dovette essere violenta: oggi appare, alla luce degli scavi, come frutto di una sostituzione di presenze nel sito, avvenuta nel corso,del terzo quarto dell’VIII sec. a.C., quando, secondo la tradizione letteraria, i Corinzi, guidati da Archia, fondarono quella che sarebbe diventata una delle più importanti colonie greche d’Occidente.
Sito eccezionale, quello su cui fu fondata la città, certo non frutto di scelta casuale o di un momento, ma che, come si e visto, aveva alle spalle le conoscenze di una secolare frequentazione.
Periodi: Preistoria, Greco, Romano, Arabo, Normanno Svevo, Spagnolo ad Oggi